Se una persona mi chiedesse quale è il mio metodo di presa in carico della persona, sia per quanto riguarda le letture dell’unicità, sia per quanto riguarda l’area del benessere, francamente non saprei rispondere. Certo esistono tecniche e protocolli. Ed esistono tutti gli anni in cui ho studiato e ricercato per trovare quelle strategie e strumenti che maggiormente possono essere utili per aiutare l’uomo a comprendersi e a stare meglio. Ma tutto questo, seppur fondamentale, non è il punto centrale.
Il punto fondamentale è la relazione. O meglio la capacità di essere presenti nel qui e ora in quel momento e spazio sacro che è la relazione tra chi cerca aiuto e guida e chi è preposto a fornirli.
Tanto tempo fa un terapeuta che conoscevo, citando Osho, mi disse “ricordati che il 95 % è amore e solamente il 5% è tecnica”. Da allora ho ripensato più e più volte a questa frase e nel corso degli anni ho potuto verificarne la veridicità. Ovviamente per amore qui si intende uno preciso stato di coscienza che potremmo definire anche uno stato di connessione. Connessione tra me ed il cliente, ma anche tra me e la totalità dell’esistenza. Solo in questo stato di grande ricettività risulta possibile ricevere intuizioni e lumi che difficilmente potrebbero arrivare utilizzando solamente il canale razionale. Quest’ultimo è indispensabile, ma non sufficiente. Deve essere integrato dall’intuito, letteralmente dal latino “intus ire”, ossia “andare dentro”. La capacità di “andare dentro” quell’anima sofferente o che cerca aiuto per comprendere realmente ciò di cui necessita, al di la’ di schematizzazioni rigide o protocolli.
Mi piace ricordare che, non a caso, questo sito web si rifà ad Ermete. Certamente per onorare questo archetipo, ma anche per sottolineare una particolare modalità operativa che mi contraddistingue, che potremmo definire appunto ermetica. Ermete, chiamato con nomi diversi a seconda delle varie culture e latitudini, era il dio ( l’archetipo) preposto alle connessioni e alle comunicazioni. Tra l’alto e il basso, tra il dentro e il fuori. Tra gli dei e i mortali e viceversa. Dio anche dell’intuito e della capacità di creare relazioni tra i vari piani. Dio dei confini e del superamento di quegli stessi confini. Dio psicopompo, portale tra l’aldiqua e l’aldilà. Dove per aldilà si può intendere anche il nostro mondo inconscio, il nostro mondo immaginale interno o, come l’ho definito nella sezione sul counseling dell’unicità, il nostro notturno interiore, dove esistono risorse inesplorate e soluzioni difficilmente immaginabili per il nostro piccolo io, con cui siamo abituati ad identificarci. Non per nulla, l’alchimia e le scienze affini sono dette scienze ermetiche. Infatti, si narra che il grande Ermete Trismegisto fu il leggendario padre dell’alchimia, scienza sacra per eccellenza.
Il mio modo di operare, e anche il sistema informazionale olografico che utilizzo, sono strettamente sotto l’egida di questo archetipo. Aiutare a far si che il cliente crei e realizzi connessioni è il mio obiettivo. Connessioni con sé stesso e tra le varie parti che lo compongono. Connessioni tra sé e gli altri e tra sé ed il mondo. Dove c’è connessione e comunicazione c’è vita e cura, dove vi è disconnessione e chiusura c’è, per usare un’espressione biblica, stridor di denti.
Connessione è capire anche quale tra tutti i svariati metodi , prodotti e strategie che conosco si adatta meglio all’unicità della persona che siede di fronte a me. Connessione è anche capire se qualcuno potrebbe aiutarla maggiormente di me e indirizzarla in tal senso. Non sono un tuttologo e non pretendo di poter risolvere tutto. Però, di sicuro, posso offrire un vastissimo database di conoscenze ed esperienze, che mi auguro possano risultare utili a chi richiede i miei servizi.
Concludo con la simpatica storia del meccanico e del martello. Ecco, io cerco esattamente di comprendere dove occorre dare la martellata.
Un automobilista porta la propria auto da un meccanico in quanto questa non parte più. Il meccanico la controlla, la smonta pezzo pezzo, la rimonta ma non riesce a capire dove sia il problema.
L’automobilista porta la macchina da un altro meccanico dove la cosa si ripete senza che il problema si risolva e cosi con un altro meccanico ed un altro ancora.
Finalmente la porta dall’ultimo meccanico che apre il cofano della macchina, la controlla, dopodiché, prende un martello e dà una martellata sul motore. Chiede quindi all’automobilista di controllare se la macchina riparte e, meraviglia delle meraviglie, il motore parte e va che è una bellezza.L’automobilista tutto felice e contento chiede al meccanico il prezzo del lavoro. Il meccanico gli fa: “Sono duecento euro”. “Beh, duecento euro per una martellata mi sembra proprio un’esagerazione” replica l’automobilista. Al che il meccanico risponde: “La martellata in realtà costa solo 10 centesimi. I restanti 199,90 euro sono per sapere DOVE dare la martellata”
Per approfondire leggi l’articolo “Da dove origina lo squilibrio?”









