Auto osservazione: un fuoco che trasmuta

di Ilyas Talamali | 30 Aprile 2024

Lo strumento principe del lavoro su di sé

Spesso trascurato o mal compreso per la sua apparente semplicità è invece quella chiave che se ben usata apre il cammino verso una reale conoscenza di se stessi

Cari lettori, in questo numero lascio spazio ad un breve estratto dal libro ”Ogni cuore un percorso” ( edizioni Le due Torri ) in omaggio allo scomparso Roberto Senesi, il quale illustra splendidamente le basi di un corretto lavoro su di se’.

“L’osservazione è l’inizio e la fine del lavoro, l’unica pratica da imparare, l’unico onere che ci spetta ai fini di un corretto processo di crescita e di consapevolezza in armonia coi modi e coi tempi di ciascun ricercatore di verità, o comunque lo si voglia chiamare. Partendo da questo assunto non sarà difficile comprendere che il primo passo da compiere è proprio quello di creare un IO osservatore, ovvero qualcuno che guardi ciò che accade all’interno nel momento stesso in cui un qualsiasi processo si trovi nell’atto di svolgersi.

Fintanto che siamo completamente identificati con i pensieri e le emozioni, infatti, questo processo di osservare non è assolutamente possibile, proprio perché per definizione, essere identificati corrisponde ad essere tutt’uno con i pensieri e le emozioni contingenti, indi per cui non può esserci nessuno che osserva.

Ho notato che nonostante sembri una cosa abbastanza semplice da capire intellettualmente, molte persone fanno confusione, e tendono ad associare l’io osservatore al giudice interno, che più che limitarsi ad osservare un processo tende ad etichettarlo ed indirizzarlo verso una atteggiamento più “spiritualmente corretto”. Per dirla con parole diverse siamo ancora nella mente e nei suoi modi di fare.

Abbiamo appreso da qualche lettura o dalla fantasia popolare che l’illuminato, e l’uomo spirituale per rimanere più nel generico adottano un certo tipo di atteggiamento nei riguardi della vita, atteggiamento che potremo riassumere nei seguenti punti :  sempre buono e gentile con tutti / se ne va in giro con un sorriso ebete stampato sulla faccia a prescindere da cosa gli accada / non giudica niente e nessuno, è nell’accoglienza più totale / non fuma, non beve, non dice parolacce, fa solamente sesso sacro e naturalmente si nutre di bacche, tofu e frutta secca rigorosamente bio / emozioni quali rabbia, astio, risentimento, frustrazione e gelosia sono assolutamente fuori catalogo, vale a dire che non fanno parte del corredo del piccolo spiritualista, pena l’espulsione dall’albo degli illuminati.”

Senesi prosegue poi citando un breve stralcio di Frammenti di un insegnamento sconosciuto ( edito da Astrolabio ) di Ouspensky , allievo di Gurdjieff “La personalità decide che così com’è stata fino ad oggi non va più bene, per cui dismette un vestito e ne indossa un altro, più gradevole, più profumato, più desiderabile ai nostri occhi e a quelli altrui. Apparentemente cambia poco, in realtà questo atteggiamento non ha nulla a che vedere con la creazione del testimone e il relativo lavoro di osservazione dei nostri processi interni. Ancora una volta stiamo cercando di migliorare l’involucro esterno per apparire migliori, più meritevoli di amore e approvazione, ancora una volta il terreno sul quale stiamo piantando i nostri semi è fatto di rifiuto e di non accettazione di noi stessi così come siamo, poiché così come siamo non andiamo bene, non siamo abbastanza, non ci riteniamo meritevoli. La conoscenza di sé é uno scopo molto alto, ma molto vago e distante. L’uomo nel suo stato attuale è molto lontano dalla conoscenza di sé. Questa è la ragione per cui, rigorosamente parlando, lo scopo di un uomo non può essere definito la conoscenza di se’. Il suo grande scopo deve essere lo studio di sé. Per lui sarà ampiamente sufficiente comprendere che deve studiare sé stesso. Ecco lo scopo dell’uomo: cominciare a studiare se’ stesso, conoscere se’ stesso, nel modo più giusto. Lo studio di sé è il lavoro, o la via, che conduce alla conoscenza di se’. Ma per studiare se stessi, occorre innanzitutto imparare come studiare, da dove cominciare, quali mezzi impiegare. Un uomo deve imparare come studiare se stesso, deve imparare i metodi dello studio di se’. Il metodo fondamentale per lo studio di se’ è l’osservazione di se’. Senza una osservazione di sé, eseguita in modo corretto, un uomo non comprenderà mai come le diverse funzioni della sua macchina siano collegate e in correlazione tra loro, non comprenderà mai come e perché, in lui, tutto accade.

Continuiamo con le parole di Senesi “ In base a questo assunto, quando per esempio percepirò in me la rabbia si attiverà immediatamente un giudice interno – che poi non è altro che il genitore interno – che mi indicherà che l’emozione della rabbia non è un atteggiamento corretto rispetto ad un codice comportamentale associato alla figura dello spiritualista, per cui tenderò a reprimere questa emozione anziché osservarla, e così facendo la spingerò nell’ombra, in quella zona del subconscio che mi farà credere per un periodo di tempo variabile di averla superata e trascesa, mentre in realtà non sto facendo altro che ingigantire l’emozione stessa, andando nella direzione contraria al lavoro su di sé e all’integrazione dei vari aspetti della personalità.

Il processo dell’osservare senza interferire, senza controllare, senza manipolare, modificare e indirizzare, è un fuoco che lentamente ma inesorabilmente trasforma ciò che è grezzo e pesante in qualcosa di raffinato e sottile.

Servono volontà, amore, pazienza e perseveranza.

Prosegue poi citando un estratto da Riza psicosomatica  pag. 8 di Giugno 2016“I disagi sono energie sepolte che non trovano spazio. Più cerchi di spiegarli e correggerli (ovvero di spiegarti e correggerti) più li costringi a tornare. Più ti imponi come devi essere, più costringi il malessere a venire. Il disagio è chiamato dall’anima che vuole attivare altre energie che non usi perché sei diventato troppo unilaterale. Cosa ti sta chiedendo il panico? (l’ansia, la tristezza, la rabbia, l’insofferenza..) Cosa stai dimenticando di te? Dove sei finito? La rosa fa il bocciolo senza dirsi che lo deve fare. Il tuo compito è non disturbare il processo, non correggerlo. Se non lo disturbi il processo mette a posto le cose da solo”

Non dobbiamo far nulla se non guardare, esserci mentre le cose accadono, nient’altro. Il problema non è tanto che giudichiamo, che ci arrabbiamo, che proviamo fastidio…il problema è che non c’è nessuno che guarda mentre questo accade meccanicamente, il problema è che noi e le reazioni automatiche siamo la stessa cosa”.

E per concludere riporto un altro breve stralcio del già citato Frammenti di un insegnamento di Ouspensky che invece Senesi usa come introduzione alle riflessioni sovraesposte con l’augurio che ognuno possa meditare profondamente in cuor suo queste parole. “Libertà. Liberazione. Questo deve essere lo scopo dell’uomo. Diventare libero, sfuggire alla schiavitù – ecco ciò per cui un uomo dovrebbe lottare allorché è diventato, anche solo un poco, cosciente della sua situazione. Questa è la sola via d’uscita per lui, poiché nient’altro è possibile finché resta uno schiavo, interiormente ed esteriormente. Ma non può cessare di essere schiavo esteriormente finché resta schiavo interiormente. Così, per diventare libero, deve conquistare la libertà interiore. La prima ragione della schiavitù interiore dell’uomo è la sua ignoranza, e soprattutto l’ignoranza di sé stesso. Senza la conoscenza di sé, senza la comprensione del moto e delle funzioni della sua macchina, l’uomo non può essere libero, non può governarsi e resterà sempre uno schiavo, in balia delle forze che agiscono su di lui. Ecco perché, negli insegnamenti antichi, la prima richiesta a chi si metteva sulla via della liberazione era: Conosci te stesso”

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Ilyas Talamali

Antropologo culturale, naturopata ed insegnante di zhi neng qi gong. Innamorato dell’irripetibile unicità che ognuno di noi rappresenta, metto a disposizione le mie conoscenze accumulate in molti anni di studio e sperimentazione nel campo delle scienze ermetiche, dei sistemi di conoscenza antichi tradizionali, dei sistemi di decodifica del tempo e nei metodi di coltivazione dell’energia interna per chi sente la necessità di approfondire la conoscenza di sé e desidera sostegno in un percorso di cambiamento interiore e di miglioramento del proprio stato psicofisico.
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